San Francesco riceve le stimmate

DIMORANDO IL PATRIARCA NEL MONTE D’ALVERNIA OVE CON ASSIDUI DIGIUNI ET ORATIONI CONTEMPLAVA LE PENE DEL SUO AMATO GESU’, UNA MATTINA, GIORNO DELL’ESALTATIONE DI SANTA CROCE, ORANDO NELLA FALDA DEL MONTE, GLI COMPARVE UN SERAFINO IN FORMA DI CROCIFISSO ALATO E CON SIMETRIA DIVINA L’IMPRESSE AL VIVO L’ISTESSE PIAGHE DEL SUO APPASSIONATO SIGNORE ONDE COSI’ TRASFORMATO FRANCESCO IN CRISTO, PAR CHE DICESSE CON SAN PAOLO: “VIVO EGO IAM NON EGO, VIVIT VERO IN ME XPVS (CRISTO)”.

Sull’ultima parete-canto c’è purtroppo solo un grande incipit: San Francesco riceve le stimmate. La didascalia è completa mentre l’immagine, come tutti gli altri affreschi di questa parete, è andata perduta.
È un incipit non solo perché posto all’inizio della parete ma perché le stimmate, se da un lato sono il coronamento della vita del Santo, dall’altro aprono la sua seconda “vita” che arriva ai tempi nostri.